Motivazioni

Con il Decreto del Ministero delle Infrastrutture del 14 gennaio 2008 sono stati introdotti i nuovi criteri per la classificazione sismica del territorio e le nuove norme tecniche per le costruzioni in zona sismica.

Queste innovazioni rappresentano momenti di radicale cambiamento nei settori dell’analisi della pericolosità del territorio e dell’approccio progettuale conseguente. Le innovazioni delineano anche sostanziali ricadute sulla realtà amministrativa, dal livello nazionale a quello comunale, nonché sull’intero corpo tecnico professionale e sul mondo scientifico delle discipline ingegneristiche e delle scienze della Terra.

Le diversificate e complesse attività già avviate con l’Ordinanza 3274/2003 hanno come fine ultimo il miglioramento della qualità dell’intero sistema costruito e quindi, in definitiva, un aumento della sicurezza di tutti i cittadini esposti al rischio sismico. Tale necessità è particolarmente evidente soprattutto nelle aree che con l’applicazione dei nuovi criteri di classificazione sono classificate con livelli di pericolosità medi ed alti e che vedono contestualmente la presenza di un patrimonio edilizio non recente o di centri storici caratterizzati da una elevata vulnerabilità in ragione delle loro tipologie costruttive ed urbanistiche.

La nuova normativa sismica ha di fatto prodotto un notevole clima di incertezza sia tra i progettisti che tra i tecnici della pubblica amministrazione. L’iniziativa della scuola in “seismic risk management”, a partire da questa situazione, intende dare risposta ai vari aspetti e proporsi come riferimento per contribuire ad accrescere la cultura della prevenzione sismica.

Enti Sostenitori

Università degli Studi di Udine    Comune di Venzone    Ass. comuni terremotati    Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia